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FANGOTERAPIA

 

Guarire con la Fangoterapia

La fangoterapia é una pratica che consiste nell’applicare fango caldo sulla superficie corporea del paziente in zone più o meno estese a seconda dei casi. I fanghi sono ottimi antinfiammatori, analgesici e decontratturanti, utilissimi nelle forme artrosiche e fibromialgiche di tutto il sistema muscolo-scheletrico. La fangoterapia è particolarmente indicata nel trattamento delle malattie reumatiche e ortopediche croniche: si pratica attraverso l' applicazione del fango  e termina con la massoterapia aumentando così la sua  efficacia. 
Numerosi studi clinici ne hanno dimostrato l'efficacia sia a breve che a lungo termine, con riduzione del consumo di farmaci analgesici e antiinfiammatori. Attraverso la fangoterapia vengono trattate le malattie dell'apparato locomotore ed in particolare i reumatismi extra-articolari, le cervicalgie e lombalgie di origine reumatica, l'osteoartrosi e altre forme degenerative. 

Come si svolge:
Una volta applicato il fango, il paziente rimane per 15 minuti avvolto da un telo plastificato e da coperte che impediscono la dispersione del calore e contribuiscono ad attivare il meccanismo della sudorazione.

Grazie alla sua notevole capacità termica, il fango cede uniformemente calore all'organismo durante tutta la durata della seduta. La cessione del calore è altresì favorita dalla sua plasticità e dalla adesività alla superficie cutanea. Durante la posa il terapista effettuerà il trattamento Reiki (tecnica di riduzione dello stress, di rilassamento e di ripristino della salute fisica attraverso l'uso della cosiddetta “energia universale”; ha una potente azione riequilibrante che si manifesta anche a livello emotivo e mentale della persona) ; al termine della posa l'operatore laverà via il fango e concluderà il trattamento con un massaggio articolare specifico nella zona da trattare.

Per il primo  ciclo di fangoterapia prevede 3 sedute a settimane.


 La Fangoterapia è indicata in caso di:
• Osteoartrosi ed altre patologie di tipo degenerativo:
artrosi, poliartrosi, osteoartrosi (con osteoporosi diffusa o localizzata), artrosi diffuse, spondiloartrosi, spondilolistesi, artrosi agli arti, artrite, artrite psoriasica, artrite reumatoide in fase di quiescenza, osteoporosi, cervicoartrosi, lomboartrosi, sciatalgie, discopatia senza erniazione e senza sintomatologia da irritazione o da compressione nervosa, esiti di interventi per ernia discale, esiti di reumatismo articolare, periartriti scapolo-omerali non in fase acuta, cervicalgie di origine reumatica;

• Patologie reumatiche di tipo infiammatorio (in fase non acuta) e reumatismi extra-articolari:
periartrite, spondilite anchilopoietica e anchilosante, borsiti, reumatismi dismetabolici ed infiammatori non in fase acuta, fibromisiti, fibrositi, fibromialgia, fibrosi di origine reumatica, tendiniti di origine reumatica, lombalgie, lombalgie di origine reumatica, mialgie e miositi;

• Alcuni quadri post-traumatici:
ipotono-ipotrofie muscolari, rigidità muscolari anche conseguenti l'immobilizzazione in apparecchio gessato;

• In previsione di interventi chirurgici:
artroplastica, per tonificare la muscolatura e migliorare la vascolarizzazione